
Io non sono mai stata una particolarmente sveglia. Oddio, non sto dicendo che sono stupida. Intendo dire sveglia a livello motorio. Ogni scala per me è un incubo: due volte su tre scivolo, e delle volte in cui scivolo una su tre mi faccio pure del male.
Tralasciando l'ambito domestico, anche in quello sportivo non scherzo. Mi avete mai vista correre? Se la risposta è sì sapete già tutto.
Sto esagerando, dite?
E allora sentite qua: pensando che l'agilità si potesse migliorare con l'allenamento a sedici anni mi iscrissi pure ad un corso di pallavolo. Riuscii a resistere qualcosa come quattro lezioni: mi resi conto che non era proprio il caso di continuare quando, tentando di prendere una palla in palleggio, la mancai clamorosamente, prendendola in piena faccia. Un disastro.
Non siete ancora convinti?
Bah. Va bene. C'ho una faccia da difendere? No. Chìssene.
Quando io e La Meme eravamo piccine i miei ci portavano spesso sulle montagne, qui, dietro casa. No, non andavo a sciare: chiaramente m'è capitato di provarci, ma, come dire, preferisco vivere. Dicevo: una domenica come tante altre si decide di andare in montagna, per congelarsi i nasini, correre sulla slitta, vedere tutto bianco e tirarsi le palle di neve. Ed ecco la scena madre: sto giocando con mia sorella e sento mio padre che dice: "Franci, Franci, ora te la tiro!"
Mi giro. Mio padre ha in mano un'enorme palla di neve. E' oggettivamente distante. Parecchio distante, troppo per potermi centrare. Però, mi dico, sai mai. Anzi, la verità è che non mi dico niente, mi prende il panico perchè le palle di neve pressata che fa mio padre fanno veramente stramale. Allora corro a sinistra. Cambio idea, corro a destra. Nononono, meglio a sinistra! Corro corro, corro come una disperata, dai che non mi centra, corro a perdifiato e... PA!
In piena faccia.
Dolore immenso, mi sento la faccia in fiamme, ma non so se la pelle mi brucia per la neve o per l'umiliazione, mentre mio padre si sganascia incredulo di esser riuscito, da quella distanza e di certo non facendolo apposta, a prendermi in una parte a cui non avrebbe nemmeno mai mirato.
Nel caso servisse dirlo, l'episodio è entrato negli annali familiari.