

a (che poi sarei io) sta cucinando. Arriva La Meme, che affamata si mette a ronzare attorno ai fornelli.
LaM.: "Ma secondo te, la Susi, tra un filetto di manzo cucinato che meglio non si può ed un filetto crudo, la sentirebbe la differenza?.
a: "Boh. Però forse preferirebbe quello cucinato, che è una golosona. Però è cane, lei. Quindi magari le piacerebbe più quello crudo. Ma sì, le piacerebbe quello crudo. Credo."
LaM.: "Mah."
Momento di silenzio.
LaM.: "No sai. Secondo me mangerebbe quello cucinato. Poi magari si metterebbe pure a camminare sulle due zampe e le sparirebbero i peli."
a: "Ah, come no, poi magari si metterebbe a parlare, così poi te la porteresti su e vi fareste delle gran conversazioni. Oh ma non è che potresti avere un amico immaginario come tutte le persone normali?"
LaM.: "Beh, ce l'avevo l'amica invisibile, io. Si chiamava Barbara."
a: "Guarda che Barbara esisteva davvero, era una tua amica, abitava vicino alla Silvia. "
LaM.: "Sì infatti era parecchio simile. Solo che era più bassa di me, quella immaginaria. Ed era più piccola di un anno, non più grande."
a: "Ah. Beh, di invisibili c'erano pure Levilan Zanicchi e Levilan Lonardi."
LaM.: "No, quelle erano le bambole. E comunque Levilan è un bel nome."
a: "Ah beh. Sì dai."
LaM.: "Vabbè, poi ora l'amica immaginaria non ce l'ho più. Ora parlo da sola"
a si ferma col coltello a mezz'aria, si gira, la fissa.
LaM. - espressione allarmata: "Cosa - che c'è?"
a: "..."
LaM.: "Tu non parli da sola?!"
a - lentamente: "Hm. Mh. Veramente... No."
LaM. cambia colore, espressione incredula: "..."
a, cercando di farla sentire meno a disagio: "M-ma magari sono io sai. Cioè, sì... quella non normale"
LaM.: "..."
a: “...”
LaM.: “...”
a: “Huahuahuahuahua. Ma se non sei fuori te...”
