Tre settimane fa, forse un po' meno, ho trovato Paolo morto.
Non vi spaventate, era il mio gattino, ma chi mi conosce sa quanto ero affezionata a quella bestiola dal nome decisamente troppo poco felino.
Paolo era il catalizzatore della tenerezza in una famiglia poco comunicativa e tendenzialmente poco affettuosa.
Era supermorbido, superarancione ed anche supertonto, diciamoci la verità, nonchè discretamente ciccione e assurdamente fifone. Forse per questo metteva il buon umore.
Paolo teneva caldo sulle gambe quando ero qui al pc, e mia madre quando mi vedeva giù di corda veniva su in camera, mi mollava Paolo tra le coperte e andava via. Poi lui ovviamente scappava perchè da bravo gatto se la tirava abbestia, e atterrava sul pavimento con un rumore che sembrava quello delle paperelle di gomma, quelle col fischietto, da bimbi, scaraventate a terra.
Eh, era decisamente un gatto buffo.
Negli ultimi due anni in questo condominio sono morti avvelenati 4 gatti, Paolino compreso.
Lo stesso giorno è scomparsa Nerina, che non è più stata trovata.
Nerina e Paolo erano amici. O magari erano morosini: forse Nerina non s'era accorta che a Paolo erano stati sequestrati i gioielli di famiglia senza possibilità d'appello, così gli faceva la corte portandogli una volta alla settimana un topino davanti alla porta. Tra tontoloni ci s'intende, evidentemente.
E' stato un puro caso che sia riuscita a trovare Paolo, così lontano da casa e tra l'erba così alta.
Un po' maledico quella volta che mi sono messa in testa di cercarlo: se la mia ricerca fosse andata a vuoto ora potremmo essere qui a immaginarci Nerina e Paolo zampa nella zampa e con le code intrecciate e spasso per i boschi della Lessinia, con Nerina a guadagnare la pagnotta e Paolo a fare il pascià servito e riverito, come sempre.