28 giugno 2006
Diavolerie moderne
Dovete sapere che i miei da dieci giorni a questa parte hanno accolto in casa un nuovo simpatico giochino.

Si tratta di quei cosi generalmente finalizzati a rendere l'aria più fresca e respirabile in giornate torride come quelle che ci stanno massacrando ora, quegli aggeggi bianchi che qualcuno, inclusa la sottoscritta e sua sorella (d'ora in avanti Meme), potrebbe definire "condizionatori". Ma i miei no: già che si sono "spesi schei", perchè mai limitarsi ad un uso tradizionale?

Ha cominciato mio padre, andando a dormire leggendo regolarmente il manuale d'istruzioni al posto del libro di turno. Il giorno dopo ha fatto l'insolita fatica di salire ai piani alti (leggi: stanza mia e della Meme) e armato di telecomando ha cominciato a pigiare tutti i possibili tasti per attivare tutte le possibili opzioni di funzionamento di quell'aggeggio (di merda) con tutti i conseguenti biiiiip biiiiiiiiiiiip del caso. Una sinfonia di bip.
Cosa c'è da scaldarsi tanto, dite? Erano le 5:50. Di mattina, ovvio.
Dovete sapere che io solitamente ho il sonno di piombo. Mi perdo tutti i terremoti, tutti i temporali epocali, spesso pure la sveglia e riuscirei a dormire pure nel mezzo del cortile di una scuola elementare all'intervallo. Ovviamente questa mia peculiarità è venuta meno nel momento del bisogno. Ho sibilato un "Che cosssssa sssstai facendo?" a mio padre e mi sono ritirata come una chiocciola nel mio misero lenzuolino senza aspettare risposta. Ha continuato imperterrito, come se fosse la cosa più naturale del mondo. Mi sono alzata allora per fare pì, che scappa sempre quando ci si sveglia sul serio, e ho scoccato l'occhiata più torva che i miei occhi fossero in grado lanciare in direzione di mio padre che ostentava un'espressione tra il disinvolto e il colpevole. Sono tornata a letto e ovviamente sono riuscita a riaddormentarmi solo verso le 7:30. E alle 8 è suonata la sveglia per andare alle guide.

Mi sono girate ( giusto un poco), ma amen.

Nottata successiva, stessa storia.

Poi mio padre s'è stufato, e ha passato il testimone alla mamma, che con maggiore discrezione ma con effetti non meno deleteri per il nostro riposo ma coninuato per altri tre giorni questa rottura di maraus.

Ora s'è calmata, e viene ogni mattina a controllare che le sue piccole aquilotte non trasformino il loro nido in un congelatore, "che la Meme è allergica al freddo" (non dice tanto per dire, è così).

E, cosa incredibile, mi sveglio sempre. Cazzo.
Beh, vediamo, oggi ne ho combinata un'altra delle mie. Certe volte la mia goffaggine raggiunge livelli di tale perfezione da rasentare la poesia, altre l'autolesionismo. Come quando, questa mattina, mi sono resa conto di aver appena finito di studiare un volume di 500 pagine in italiano del Quattrocento, tutto fitto di note sulle tecniche artistiche (tipo come fare uno stampo di un viso, che genere di cannelle infilargli nel naso per evitare che il soggetto in questione crepi soffocato, quanto grossa deve essere la zampa di coniglio per togliere la polvere d'osso in eccesso da una tavola in legno e via così) e perfettamente superfluo. Anzi, inutile. Anzi, ho proprio sbagliato libro. Quindi oggi dovrò correre in biblioteca e recuperare l'altro libro, di circa 400 pagine, e aggiungerlo alla mole di roba che mi manca da studiare.

Ah, e ovviamente l'esame è domani.

Grrrrrrr.
23 giugno 2006
In questi giorni la voglia di scrivere decisamente latita, ma, visto sarebbe auspicabile che questo neonato blog non mettesse le ragnatele, due righine le concedo.

E' (quasi) fresca la notizia che i Calla suoneranno al mio paesello, pare il 5 agosto. La signorina qui presente gioisce perchè:
a) i Calla non le dispiacciono
b) il cantante, a giudicare dai video (dalle foto un poco meno...), pare proprio un bel fanciullo. A pure alto. E quindi, perchè negarsi una bella lustratina d'occhi?

Pascolando per il web alla ricerca di notizie sul gruppo di cui sopra mi sono imbattuta in questo sito di t-shirt. Soprattutto la sezione femminile merita un giretto. La mia preferita è quella che vedete a lato, ma c'è l'imbarazzo della scelta.

E qui c'è un altro negozietto online di accessori vari altrettanto carino.




18 giugno 2006
Io la tv la guardo poco. Diciamo pure per niente, a parte il tg a pranzo. Quando sono al lago, però, mancando pc e lettore dvd, e non essendoci molto altro da fare, nei momenti morti ci si butta sul divano a guardare quel che c'è. L'altro giorno mi imbatto in uno spot di una nota marca di prodotti per la depilazione, per la quale i creativi hanno sfornato un simpatico giochino accompagnato dall'impagabile slogan "Se sei liscia, non fuggire!". Praticamente un bel ragazzone semibarbuto va in giro per le città e le spiagge italiane a tocchicciare con uno speciale ed ipertecnologico guanto (perchè le mani non bastano...) le gambe delle donzelle per rilevare la presenza di peli, promuovendole o bocciandole con un lapidario "Sei pronta per l'estate!" o, ovviamente, "Non sei pronta per l'estate!".

Ma io mi domando, ma che vuole questo? Un uomo?? Ma ci avessero messo almeno una donna! O come minimo gli avessero fatto la barba! E' già una fortuna trovare un uomo che una volta al giorno si ricordi almeno nei giorni più caldi di farsi la doccia, lavarsi i denti, o che si cambi la maglietta prima che questa cominci a vivere di vita propria, e qui c'è un tipo che, girando in piena estate in giacca e cravatta (serve commentare?) terrorizza noi povere fanciulle cercando sulle nostre deliziose gambine peli praticamente sottocutanei?? Ma vaffanculo va'...

Il prossimo fine settimana, leggo, pascolerà in zona lago, dove io sarò per festeggiare i cinquant'anni di mio padre. Il mio orgoglio femminile, nel caso dovessi imbattermi in questo ceffo, mi dovrebbe imporre di prenderlo a randellate o come minimo fargli un cazziatone sul modello di quello sopra, ma temo invece che nell'eventualità me la darò bellamente a gambe...
16 giugno 2006













Ecco qui i miei due nuovi acquisti. Visto che il caldo avanza e che io lo odio, mi sto attrezzando. Il secondo non mi sta tanto bene a dire il vero, mi fa molto "Olivia di Braccio di Ferro", ma per ora l'obiettivo primario è stare al fresco, quindi sticazzi.

Prossimo acquisto saranno invece un paio di Birkenstock Madrid. Molto stile ciabattina da ospedale - anche perchè le volevo bianche... - , ma così fa pendant con la mia gambina-tintarella-di-luna. E' che cammino molto e quelle che ho distruggono i miei delicatissimi piedini, mentre queste per quanto non siano il massimo della fighitudine hanno l'aria di essere comodissime.

Ok, domani le provo in città. E poi le compro su ebay, che costano tipo un terzo in meno :P


Belle sono indubbiamente belle, anzi, splendide, ma saranno pure brave? Parlo delle Au revoir Simone. Per ora ora ho scaricato un pezzo dal loro sito. Pop elettronico decisamente leggero e vagamente paraculo, ma tutto sommato non male. Mi sarei aspettata qualcosa di diverso, di più raffinato. Evidentemente mi sono fatta sviare dalle foto. Quando l'abito non fa il monaco...
15 giugno 2006
Sono da poco passate le unidici e sono decisamente stanchissima. E' il caldo, questo maledetto caldo.

Oggi, per la prima volta quest'anno, sono uscita con i pantaloncini corti. Tutta disinvolta, mi sono detta: "Fanculo la ciccetta, c'è caldo e io mi vesto di conseguenza". Mi preparo, prendo la bici, mi avvio verso la mia destinazione e sotto il sole splendente di oggi mi guardo le gambe. Beh, che dire. Un bijou. Pieno effetto ospedale. Già in viso e sulle braccia tendo al mozzarella (chiaro), ma questi al confronto delle gambe sfoggiano quella che potrebbe definirsi una abbronzatura dorata. Sembravo un Ringo.

Da domani si prende il sole.
14 giugno 2006
Scopro oggi leggendo Il Mucchio che Miike ha fatto un episodio di Masters Of Horror. A dire il vero non conoscevo nemmeno la serie, ma pare che ciascun episodio sia stato affidato a registi particolarmente noti e affermati nel genere.
Io adoro gli horror.
Quindi l'intera prima serie è già in lista sul muletto.

Per quanto riguarda Imprint, l'episodio diretto da Miike, a quel che mi risulta negli Stati Uniti non è stato nemmeno trasmesso causa eccessi splatter e nichilismo esasperato.

Il trailer promette bene.

Lo voglio. Al più presto.


10 giugno 2006
Bene. Devo dire che il malumore di stanotte ancora non è passato. Non darò quella merda di esame e amen. Quel che mi secca è dire ai miei, come oramai da copione, che il mio primo esame della sessione slitta a fine mese. Inoltre a questo punto sarei potuta rimanere un paio di giorni a Firenze.

Porco. Cane.


Allora, però io questo post non l'ho mica scritto per frantumarvi i gioielli di famiglia con il mio malumore, ma per dirvi che ho finito il libro che vedete a lato. E che dovreste leggerlo pure voi. Alla fine tende un po' a perdersi, forse, ma è decisamente divertente e intelligente. Evviva Dwight B. Wilmerding (eh, ammettiamo che il nome suona male...).

"La nostra vita è uno schifo solo perchè vorremmo che non lo fosse."

Mitico :D

Ok, allora, è ufficiale che questo mese è cominciato male.

Giovedì 1 giugno, la mattina, prima di uscire tento di caricare qualche nuovo album sul lettore; risultato: scopro che nessuna delle porte USB funziona. Questo vuol dire: niente cam, niente cavo per macchina fotografica o per il lettore mp3, niente masterizzatore cd o dvd e, soprattutto, NIENTE MODEM.

E tutto ciò per una settimana. Che significa: niente musica nuova, impossibilità a controllare gli orari di treni e bus, di ricaricare il cellulare via web, di capire perchè dal conto del cell mi siano scomparsi 40 preziosissimi centesimi, vedere che fanno al cinema, tenermi aggiornata sulle disgrazie planetarie risparmiandomi il triste spettacolo dei tg e mille altre cose che ora non mi sovvengono ma che mi hanno fatto girare notevolmente le palle.

Ma cosa più importante: tutto questo casino ha fatto sì che mi rendessi conto solo oggi che il prossimo esame non è martedì bensì lunedì. Ora, mi rendo conto che preparare un esame da 10 crediti in 3 giorni possa parere una pazzia, ma avrei tentato. Ma in un terzo in meno del tempo è proprio impossibile.

Ufffff. Pessimismo e fastidio.