Dovete sapere che i miei da dieci giorni a questa parte hanno accolto in casa un nuovo simpatico giochino.
Si tratta di quei cosi generalmente finalizzati a rendere l'aria più fresca e respirabile in giornate torride come quelle che ci stanno massacrando ora, quegli aggeggi bianchi che qualcuno, inclusa la sottoscritta e sua sorella (d'ora in avanti Meme), potrebbe definire "condizionatori". Ma i miei no: già che si sono "spesi schei", perchè mai limitarsi ad un uso tradizionale?
Ha cominciato mio padre, andando a dormire leggendo regolarmente il manuale d'istruzioni al posto del libro di turno. Il giorno dopo ha fatto l'insolita fatica di salire ai piani alti (leggi: stanza mia e della Meme) e armato di telecomando ha cominciato a pigiare tutti i possibili tasti per attivare tutte le possibili opzioni di funzionamento di quell'aggeggio (di merda) con tutti i conseguenti biiiiip biiiiiiiiiiiip del caso. Una sinfonia di bip.
Cosa c'è da scaldarsi tanto, dite? Erano le 5:50. Di mattina, ovvio.
Dovete sapere che io solitamente ho il sonno di piombo. Mi perdo tutti i terremoti, tutti i temporali epocali, spesso pure la sveglia e riuscirei a dormire pure nel mezzo del cortile di una scuola elementare all'intervallo. Ovviamente questa mia peculiarità è venuta meno nel momento del bisogno. Ho sibilato un "Che cosssssa sssstai facendo?" a mio padre e mi sono ritirata come una chiocciola nel mio misero lenzuolino senza aspettare risposta. Ha continuato imperterrito, come se fosse la cosa più naturale del mondo. Mi sono alzata allora per fare pì, che scappa sempre quando ci si sveglia sul serio, e ho scoccato l'occhiata più torva che i miei occhi fossero in grado lanciare in direzione di mio padre che ostentava un'espressione tra il disinvolto e il colpevole. Sono tornata a letto e ovviamente sono riuscita a riaddormentarmi solo verso le 7:30. E alle 8 è suonata la sveglia per andare alle guide.
Mi sono girate ( giusto un poco), ma amen.
Nottata successiva, stessa storia.
Poi mio padre s'è stufato, e ha passato il testimone alla mamma, che con maggiore discrezione ma con effetti non meno deleteri per il nostro riposo ma coninuato per altri tre giorni questa rottura di maraus.
Ora s'è calmata, e viene ogni mattina a controllare che le sue piccole aquilotte non trasformino il loro nido in un congelatore, "che la Meme è allergica al freddo" (non dice tanto per dire, è così).
E, cosa incredibile, mi sveglio sempre. Cazzo.